by Esercito della Salvezza in Italia on May 12th, 2017

Oggi nella pagina economica dedicata alla politica estera sul giornale Avvenire, si parla di noi e del nostro impegno nazionale ed internazionale. Grazie alla giornalista Paola Scarsi per averci raccontato così bene.

by Esercito della Salvezza in Italia on May 11th, 2017

​L'impegno che l'esercito della salvezza ha preso con le popolazioni dell'appennino colpite dal terremoto non si è fermato, scegliamo, dopo un analisi dei bisogni delle famiglie, quali progetti sostenere per dare un aiuto concreto e immediatamente disponibile. Ieri 10 maggio siamo tornati nel versante laziale del sisma, per la precisione nella zona di Amatrice, dopo le terme di Cotilia, abbiamo attraversato luoghi meravigliosi come il lago di Scandarello e il confine con l'Abruzzo, frazioni piccolissime come Colletroio. Ad attenderci nelle loro aziende agricole, quattro famiglie che hanno scelto di non lasciare la loro terra e i loro animali, malgrado i disagi, le stalle ancora non agibili, la vita dentro container di 30 metri quadri da dividere in cinque e un clima che nei giorni scorsi ha anche rovinato gli alberi da frutta con l'improvvisa gelata, quindi altri problemi e altre risorse che non entrano nel budget familiare. La rinascita di questi luoghi dipende da queste aziende agricole e dagli allevatori, da queste famiglie che malgrado tutto continuano ad amare la loro terra. Allora sosteniamo il loro coraggio. Da ieri infatti, grazie ai nostri sostenitori, oltre 200 mucche, 200 pecore e 20 cavalli saranno nutriti con il nostro contributo.

Abbiamo "adottato" le aziende di Pettinari Sara, Nibi Giuliano, Sciarra Vincenzo e Pettinari Vincenzo. La fornitura del mangime in loco sarà garantita dall'accordo fatto con la ditta Serani.
Le foto raccontano la prima consegna fatta con il direttore Paolo Longo, il sergente maggiore Massimo Consentino e Francesca Danese, relazioni esterne.

La signora Sara ci ha fatto fare merenda con una gustosa crostata all'albicocca.

Grazie a queste meravigliose famiglie, continuate a darci lezioni di coraggio!

by Esercito della Salvezza in Italia on May 11th, 2017

​Londra, 9 maggio 2017 / IHQ / -

Con la siccità che provoca sofferenze in tutta l'Africa, L'Esercito della Salvezza è impegnato in risposte pratiche e si appella a tutti i Salutisti e amici a sostenere la Giornata Mondiale di Preghiera per porre fine alla carestia. Questo appello speciale è per Domenica 21 maggio 2017, ed è sostenuto da Chiese e gruppi tra cui World Vision, il Consiglio Mondiale delle Chiese e l'Alleanza Evangelica Mondiale.
La carestia è evidente nelle aree del Sud Sudan, con la Somalia, la Nigeria e lo Yemen ed è al limite. Solo in questi quattro Paesi, più di 20 milioni di persone sono a rischio di morire di fame; l'Esercito della Salvezza è consapevole che, attraverso il suo lavoro di soccorso in Kenya, nello Zimbabwe, in Zambia e in altri Paesi, il problema è molto più diffuso. A livello globale, milioni di persone soffrono per la siccità e per la carenza di cibo.

Le Nazioni Unite dichiarano che questa la più grande crisi umanitaria fin dal 1945 e riferisce che oggi molte più persone subiscono la carestia che in qualsiasi altro momento della storia moderna. Tuttavia la semplice verità è che le carestie sono per lo più prevenibili, essendo il risultato di conflitti, della siccità, della povertà e dell'apatia globale. Le chiese hanno un ruolo profetico nell'appellarsi ai loro membri, e in modo più ampio, alle società e ai governi per fare una differenza durante questo periodo di sofferenza senza precedenti. Se ogni membro dei 70 e più gruppi internazionali e nazionali e delle chiese rispondessero all'invito alla preghiera, più di un miliardo di cristiani pregheranno per porre fine alla carestia.
L'iniziativa ha un semplice messaggio: il cibo è più che un diritto umano; esso è un dono divino che non può essere proibito.
Il leader mondiale dell'Esercito della Salvezza, il generale André Cox, è consapevole delle "proporzioni sconcertanti" del disastro che sta avendo luogo. Chiede ai Salutisti e amici a rispondere "attraverso le proprie azioni, e non solo a parole”, dicendo: “Potremmo sentire un senso di impotenza di fronte ad un disastro di questa grandezza e tuttavia la nostra fede in Dio dovrebbe guidarci al di là dei nostri pensieri di compassione”.

Domenica 21 maggio, tutti i Corpi dell'Esercito della Salvezza (chiese), centri, gruppi, individui e amici sono incoraggiati ad unirsi con tutti i Paesi, lingue e tradizioni per rispondere alla crisi globale della fame, con la loro preghiera e attraverso le loro azioni. Le preghiere possono anche essere condivise sul social Media, utilizzando l'hashtag #praytoendfamine.

Le risorse scaricabili sono disponibili online all'indirizzo sar.my/endfamine e sulla pagina Facebook internazionale dell'Esercito della Salvezza a sar.my/facebook. (sono il lingua inglese)

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terra arida in Turkana by TSA IHQ

by Esercito della Salvezza in Italia on April 12th, 2017


by Esercito della Salvezza in Italia on April 10th, 2017

​Dopo le critiche mosse dalle cinque organizzazioni che da vent’anni si sono occupate gratuitamente del servizio, sono gli assistenti sociali puntare il dito contro la delibera che ha sollevato le associazioni dall'incarico per affidarlo proprio al Servizio sociale dei municipi. Sammarco: “Delibera non applicabile in molte sue parti”
​ROMA - La delibera della giunta capitolina n.31 del 3 marzo 2017 in materia di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora continua a far discutere e a raccogliere critiche. Dopo le preoccupazioni avanzate da Caritas di Roma, Comunità di Sant’Egidio, Esercito della Salvezza, Focus-Casa dei diritti sociali e Centro Astalli, sono gli assistenti sociali a puntare il dito contro la decisione del Comune di Roma.
“La recente revisione della delibera sulla residenza fittizia risulta non applicabile in molte sue parti - spiega Giovanna Sammarco, presidente dell’Ordine del Lazio degli Assistenti sociali -, impone agli assistenti sociali di Roma Capitale di svolgere funzioni ed atti del tutto impropri rispetto ai compiti previsti per questa figura professionale e, soprattutto, costringe a sguarnire aree di intervento che invece sono tipiche dei servizi sociali aggravando situazioni che sono già al limite del collasso”.
La delibera, infatti, va a cambiare quello che è il servizio di iscrizione anagrafica nella città di Roma per i senza dimora. Da vent’anni, tale servizio è stato svolto in maniera gratuita dalle cinque organizzazioni citate, in collaborazione con l’amministrazione comunale. Con la delibera, però, il servizio diventa di esclusiva competenza del Comune di Roma. Per gli assistenti sociali del Lazio, su un tema così delicato “non sono consentiti errori o leggerezze”. E di nodi da sciogliere ce ne sono. Secondo Sammarco, “è del tutto inaccettabile che i nuovi richiedenti l’iscrizione anagrafica formale siano obbligati a recarsi al Servizio Sociale che deve rilasciare loro una attestazione di prima analisi - strumento sconosciuto ai manuali di servizio sociale – come condizione di ricevibilità così come l’obbligo che ogni pratica debba essere completata nel tempo massimo di cinque giorni”. Preoccupa, inoltre, che la giunta non abbia “preso assolutamente in considerazione che affidando solo agli assistenti sociali il complesso delle procedure e la conseguente attività riguardante la residenza anagrafica dei cittadini senza fissa dimora, vengono ad essere completamente sguarnite tutte le altre attività proprie del servizio sociale con ripercussioni gravissime su altri cittadini fragili che si troveranno pertanto senza quel minimo di supporto di attività territoriale che Roma Capitale sembra in grado di garantire pur con grande difficoltà”.
Inoltre, per Sammarco è “discutibile non consentire più che le associazioni operanti nei diversi Municipi continuino a essere riferimento per la gestione degli indirizzi formali di residenza”.

E sono state proprio le cinque organizzazioni maggiormente impegnate su questo fronte nella capitale ad aver lanciato l’allarme sui rischi legati all’accessibilità e all’effettivo futuro esercizio del diritto di residenza. “Solo con l’iscrizione anagrafica si può richiedere un documento di identità - spiegano le cinque organizzazioni in un comunicato congiunto -, esercitare il diritto di voto, ottenere l’assistenza sanitaria e tutte le misure sociali collegate alla residenza, come anche la possibilità di chiedere la cittadinanza, il riconoscimento di invalidità, riscuotere la pensione. Ciò avviene oggi per circa 20 mila persone a Roma, 18 mila delle quali non più 'invisibili' grazie al lavoro di prossimità delle associazioni e solo 2 mila per opera delle strutture comunali”.
Secondo le associazioni, la nuova procedura “rischia di non garantire tale servizio a tutti i cittadini in situazioni di fragilità sociale - si legge nel comunicato -, penalizzando quanti hanno meno possibilità di incontrare la pubblica amministrazione”. Affidare in modo esclusivo il servizio di iscrizione anagrafica delle persone senza fissa dimora ai Municipi, spiegano le associazioni, “rischia di creare problemi effettivi di esigibilità dei diritti di cui i tempi di attesa molto lunghi sarebbero solo il primo di una serie di ostacoli senza assicurare al meglio i diritti della persona senza dimora: basti pensare alla mediazione culturale per gli stranieri; al servizio di casella postale per la corrispondenza fiscale e amministrativa; all’assistenza nella compilazione della modulistica”.
Per le associazioni, inoltre, occorre assicurare modalità idonee per gli stranieri “per consentire ai lavoratori domestici di ottenere la residenza anagrafica anche nei numerosi casi nei quali i datori di lavoro non consentono l’iscrizione pur vivendo il lavoratore presso di loro - aggiungono le associazioni -; assicurare l’iscrizione anagrafica anche dei rifugiati e degli altri titolari di protezione internazionale o di permesso di soggiorno per motivi umanitari i quali, terminato il periodo legale di accoglienza nei centri predisposti per i richiedenti asilo, si trovino senza alloggio, od in un alloggio irregolare o abusivo, ma siano in effetti presenti sul territorio comunale”. Per quanto riguarda i nuclei familiari che vivono in situazioni di indigenza, inoltre, “occorre garantire il diritto all’iscrizione anagrafica delle persone che vivono in sub-affitto o in occupazione abusiva mediante l’iscrizione nella qualità di “senza tetto-senza fissa dimora”. Vanno riconosciute inoltre le nuove figure di “senza tetto” e “senza fissa dimora” connesse, in particolare, all’allontanamento dalla famiglia (separazioni e divorzi) e quindi alla perdita dell’uso della casa familiare”. Infine, i casi “particolari” di chi chiede il riconoscimento della cittadinanza italiana “iure sanguinis - concludono le associazioni - perché discendenti di cittadini italiani, per i quali l’iscrizione anagrafica è un passaggio necessario del procedimento ma che si trovano spesso a Roma come ospiti presso amici o parenti, o come clienti di piccoli alberghi, pensioni o altri tipo di ospitalità”.

​© Copyright Redattore Sociale





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