Accoglienza Rifugiati
by Esercito della Salvezza in Italia on November 17th, 2015

​Prima accoglienza dei rifugiati assegnati al Centro "Uliveto" di Atena Lucana (SA)

In Italia, una delle principali destinazioni dei rifugiati diretti dall’'Africa in Europa, l'’Esercito della Salvezza ha messo a disposizione il centro “Uliveto” di Atena Lucana, provincia di Salerno, per ricevere ed assistere i richiedenti asilo. La dott.ssa Simona Magazzù, coordinatrice del lavoro dell’'Esercito della Salvezza presso l’'Uliveto, ci racconta l’arrivo del primo gruppo di rifugiati.
 
Giovani e adulti erano accomunati dallo smarrimento, dal freddo, dalla fame, dalle speranze e da un’enorme timore provato alla notizia di dover lasciare il centro di identificazione di Agrigento, ove da settembre erano accolti, per intraprendere un viaggio di cui ignoravano la destinazione. In silenzio, hanno eseguito gli ordini della Polizia, accomodandosi sull’'autobus che li ha condotti ad Atena.
Li avevamo attesi per giorni, ripassando ossessivamente ogni singola procedura legata alla loro accoglienza, selezionando e formando il personale, andando a ricercare i contatti con la comunità locale e le forze dell'’ordine che, nel 2008, si erano dimostrati essenziali.
 
Alle 21:00 tutto era pronto, il tè era fumante nella teiera, il vassoio era pieno di biscotti, la musica nigeriana, unitamente alle pareti del centro invase dalla storia della precedente accoglienza, erano lì ad attenderli e a dar loro il benvenuto.
I nostri ospiti sono entrati ordinatamente nello spazio diurno e si sono seduti assaporando la bevanda calda che gli è stata immediatamente offerta. Erano stravolti per cui abbiamo deciso di distribuire solo il kit igienico, indumenti base, la scheda telefonica e di procedere alla registrazione dei dati identificativi. Alla consegna della camera, ciascuno ha ricevuto un badge individuale che quest'’anno, oltre ad indicare il nome, il cognome e la struttura di accoglienza, evidenzierà anche la competenza della persona (ad es. Amos … sarto) al fine di sensibilizzare ulteriormente la comunità locale e gestire un centro di accoglienza partecipato e partecipativo.
 
Dopo essersi sistemati nelle proprie stanze e lasciato i pochi effetti personali, i richiedenti asilo sono stati accompagnati in mensa. E'’ stato commovente vedere che, uno a uno, cominciavano a rilassarsi, Il terrore lasciava lentamente il posto alle risate e al sollievo.
 
L'’indomani mattina li abbiamo accolti nel centro diurno. Avevamo accumulato dei pallet al fine di invitare i nuovi ospiti a realizzare un divano su cui sedersi a vedere la televisione. In pochi minuti si sono creati 4 gruppi all’interno dello spazio: uno dedicato a scartavetrare i pancali, uno impegnato a leggere gli opuscoli sui diritti e i doveri in Italia, uno guidato dal sarto nigeriano, che con l’aiuto di alcuni fratelli, progettava e realizzava la fodera per il divano, l’ultimo impegnato a predisporre l’area e i materiali necessari per il corso di italiano. In questa frenesia, sono emerse subito competenze ed interessi dei nostri nuovi ospiti. Il resto della mattinata è stato utilizzato per i controlli sanitari, grazie alla collaborazione con il medico di base locale.   
 
Alle 13:00 le attività si sono fermate per il pranzo per poi riprendere con eguale entusiasmo nel primo pomeriggio. Il divano è stato completato e sistemato con grande soddisfazione di tutti; in cantiere ci sono nuovi elementi d’arredo da realizzare per la comodità di tutti.
Nel pomeriggio abbiamo avuto la visita dei Carabinieri e gli ospiti hanno potuto finalmente telefonare ai propri familiari e tranquillizzarli sul loro arrivo. 
 
Alle 19:00 le attività si sono interrotte per la cena per poi riprendere alle 21:00 con l’assemblea settimanale, la presentazione del regolamento, del contratto d’'aiuto e la programmazione delle giornate.
Gli ospiti sono stati informati sul percorso che avremmo compiuto insieme durante l’intera accoglienza fatto di rispetto e di supporto legale, sociale, psicologico/psichiatrico, linguistico nonché di costruzione di una relazione positiva con il territorio di Atena Lucana.
Abbiamo ricevuto la visita di Victor, un connazionale che, nel 2008, era stato accolto dalla nostra struttura e che ha poi trovato lavoro grazie ai contatti che si è riusciti a stabilire. E’ stato un contributo particolarmente significativo visto che la persona ha esortato il gruppo ad essere paziente.
Il terzo giorno si è aperto con la colazione e la riunione con il legale per preparare i richiedenti alla prossima venuta dell'’ufficio immigrazione, alla modalità per la compilazione della domanda di asilo e al percorso con il legale stesso, lo psichiatra, lo psicologo e lo staff in genere per la preparazione della memoria difensiva da discutere in Commissione territoriale.
Nuove idee sui laboratori hanno preso forma.
A meno di 3 giorni dall’'apertura del centro d'accoglienza rifugiati, gli ingredienti per la buona riuscita del progetto sembrano essere tutti presenti. Noi cercheremo di fare il nostro meglio chiedendo loro di fare la stessa cosa, convinti che sarà “un bell'’incontro”.


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